Un'auto aziendale ha spesso due nomi diversi sulla carta: chi la usa e chi ne è intestatario. Lo schema delle targhe personalizzate non scioglie questa differenza.
Da intestatario a interessato
L'articolo 100 del Codice vigente lega la combinazione specifica all'intestatario della carta di circolazione. Nello schema, l'articolo 230 parla di istanza dell'interessato.
La parola è più larga. Non dice se l'interessato è la società intestataria, l'amministratore, il driver o la società di leasing. Lo deve dire il regolamento dell'articolo 289.
Finché non lo dice, una partita IVA non ha un modulo proprio.
Leasing e noleggio a lungo termine
Nel leasing e in molto noleggio a lungo termine l'intestatario della carta è la società che concede il veicolo. L'utilizzatore è un altro soggetto, indicato in carta.
Se la consegna della targa resta agganciata all'immatricolazione, come scrive il comma 6 dell'articolo 230, la domanda cade nel momento in cui il veicolo nasce in archivio. Chi la firma in quel momento è, di regola, chi immatricola. Non è una regola speciale per le targhe personalizzate: è il buco che il regolamento deve coprire.
Per un veicolo già in flotta vale lo stesso nodo delle auto private già immatricolate. La guida dedicata è Si potrà cambiare la targa a un'auto già immatricolata?.
Una sigla per ciascun veicolo
La sigla non può coincidere con quella di un altro veicolo circolante. Una flotta non può ripetere la stessa combinazione su dieci furgoni. Può, se il regolamento lo consentirà, usare una radice comune e una cifra diversa. La radice deve comunque entrare nei caratteri ammessi, che non sono ancora fissati.
Il corrispettivo non è una norma fiscale
L'Allegato VI.2 dello schema contiene il prezzo della targa e un ulteriore corrispettivo di personalizzazione, destinato al Ministero. La stampa indica 600 euro per la coppia auto e 360 per la moto, maggiorazione compresa.
Quella cifra è un corrispettivo di rilascio. Non è scritta come costo deducibile, come bene strumentale o come fringe benefit del driver. Il trattamento fiscale non si ricava dall'articolo 230.
In attesa di conferma. La società può essere l'interessata solo se il regolamento la mette nella procedura.
Domande frequenti
Una società può chiedere la targa personalizzata?
Il Codice vigente riserva la richiesta all'intestatario della carta di circolazione. Lo schema parla di «interessato» e rimanda il dettaglio al regolamento. Una procedura societaria distinta non è scritta.
Il costo della targa è deducibile?
L'articolo 230 e l'Allegato VI.2 fissano un corrispettivo di rilascio. Non dettano il trattamento fiscale. IVA, deducibilità e fringe benefit si leggono sul testo definitivo, con un commercialista.
Nello stesso percorso
- Articolo 100 del Codice della strada e targa personalizzata
Il comma 8 consente da anni una combinazione specifica, dentro la sequenza fissata dal regolamento. Non è mai diventato operativo. Nello schema del nuovo Codice la materia si sposta all'articolo 230.
- Targa personalizzata, bollo, assicurazione e PRA
Il corrispettivo dello schema è il prezzo della targa. Non sostituisce il bollo, il premio RC né la trascrizione al PRA. Sono pagamenti diversi, su archivi diversi.
- Duplicato, furto e smarrimento della targa personalizzata
Lo schema consegna la targa all'immatricolazione e non garantisce, nel testo, la ristampa della stessa combinazione dopo un furto. Il punto è aperto.
Fonti
TargaLibera non è una fonte normativa ufficiale. Verifica sempre i testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale e i comunicati del Ministero. Le disposizioni in attesa di conferma sono evidenziate.
La combinazione si guarda sulla targa, nel simulatore.
Prova nel simulatore